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Milano, Lombardia - 30 Ottobre 2010

Calcio Milan-Juventus

Calcio Milan-Juventus
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MILANO - Appuntamento rimandato, con la vetta della classifica, per il Milan. A festeggiare a San Siro e lasciare i rossoneri a due punti dalla Lazio capolista - attesa domani dal Palermo - e a uno dall'Inter è la Juventus di Delneri. Uno che, parole, sue, alla vigilia "non avrebbe firmato per il pari" e che se ne va dal Meazza con una squadra cinica e implacabile, trascinata dall'eterno Del Piero.

Pronti via e Allegri si affida ancora al 4-3-1-2 con Robinho alle spalle di Pato e Ibrahimovic, disegnando lo stesso attacco vincente di Napoli, sostenuto, a centrocampo, dalla fantasia di Pirlo e dai muscoli di Gattuso e Boateng. Sul fronte juventino, Delneri, già orfano di Krasic - appiedato dai fatti di Bologna e surrogato da Martinez - è costretto a fare a meno anche di Chiellini, bloccato da un problema muscolare al polpaccio, pochi minuti prima della gara. Al suo posto, Legrottaglie. In attacco, la coppia Del Piero-Quagliarella, supportata, nel 4-4-2 d'ordinanza, da Marchisio e Martinez sulle fasce e da Aquilani e Felipe Melo al centro. L' 'ouverture' è tutta rossonera. In meno di dieci minuti, complici gli incroci a velocità vertiginosa e le serpentine di Pato e Robinho, il Milan fa correre più di qualche brivido all'ex Storari.

Il primo a farsi vedere dalle parti del portiere bianconero è Ibrahimovic: dopo sei minuti, timbra la traversa con un tiro a giro, poi lo costringe a mettere in angolo con una conclusione ravvicinata. Sul corner è Sokratis, di testa, a far sibilare il pallone a un palmo dal montante alto. La pressione milanista è costante, Pirlo fa correre veloce il pallone alla ricerca della verticalizzazione giusta per i tre là davanti e San Siro - in tribuna d'onore anche il patron e presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - gongola. A freddarlo, nella prima vera serata d'inverno milanese, ci pensano però Del Piero e Quagliarella. Il primo, scalda i guantoni di Abbiati con un destro dal limite, angolato ma non troppo forte. Il secondo capitalizza al massimo un cross di De Ceglie: stacco di testa e palombella a scavalcare il portiere avversario proprio vicino al sette. Come un granellino di sabbia a frenare gli ingranaggi di un orologio, la rete bianconera inceppa i meccanismi del gioco milanista.

Corroborata dal gol e trascinata dalla veemenza di Melo, la Juve ringhia su ogni pallone e aggredisce gli avversari spezzando, con costanza, il palleggio elegante del Milan (costretto a sostituire Bonera dopo uno scontro con De Ceglie, uscito a sua volta) e i fraseggi dei suoi uomini di maggior classe. Operaia quanto basta per rischiare il minimo indispensabile - seppur graziata un paio di volte da Ibrahimovic sul finire del primo tempo - la squadra di Delneri, nella ripresa, snocciola un calcio ruvido, raddoppia costantemente sugli avversari e si affida alle ripartenze veloci in contropiede, lasciando l'onere dell'attacco al Milan. Che ci prova ancora con Ibra - fiondata dentro l'area a stamparsi sul petto-braccio di Melo -, si appoggia alle iniziative estemporanee di Robinho ma non riesce a bucare il fortino torinese. Fortino da cui partono, spesso, sventagliate verso l'attacco.

Su una di queste, Antonini pasticcia, Sissoko ringrazia e si invola verso l'area avversaria, incespica a due passi da Abbiati ma riesce a servire Del Piero: fucilata, palla nel sacco e 2-0. Per Alex è il gol numero 179 in bianconero, che gli permette di superare Giampiero Boniperti. Sembra il colpo del 'game over'. A una decina di minuti dalla fine, invece, Ibrahimovic riapre la gara. Su cross dalla destra si arrampica in cielo e di testa fulmina Storaci. San Siro esplode e crede nella rimonta. Che resta un sogno, nonostante il generoso assedio finale lanciato da Seedorf e Inzaghi. Per i rossoneri, adesso, c'é da pensare al Real Madrid di Mourinho. Arrivare alla sfida casalinga di mercoledi" con tre punti in più in classifica e il morale un po' più alto avrebbe fatto tremendamente comodo