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Corato (Bari, Puglia) - 11 Ottobre 2012

CORATO - L'azienda 'Fiore di Puglia'

CORATO - L'azienda 'Fiore di Puglia'
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CORATO - L'azienda 'Fiore di Puglia': "Mai la crusca ad uso zootecnico per i taralli"
E' una nota dell'azienda "Fiore di Puglia" attraverso il suo legale, Carmine Di Paola, a smentire ogni addebito dopo il sequestro preventivo di 2.700 confezioni di taralli assieme a tre sacchi di crusca per mano del Corpo Forestale dello Stato: "L'azienda Fiore di Puglia - scrive in una nota l'Avv. Di Paola - non è stata interessata da alcun provvedimento di natura amministrativa o penale che abbia comportato l'apposizione di sigilli. E' opportuno precisare che un sequestro preventivo penale ha riguardato semplicemente tre sacchi di crusca ed un piccolo recipiente in plastica contentente anch'esso crusca ed utilizzato per assorbire l'olio esausto sul pavimento e non certo per fare taralli integrali".

Il sequestro delle bustine di taralli si è reso necessario per procedere alle analisi del caso attraverso il Settore Micro Bio Tossicologico dell'Arpa Puglia per verificare eventuali tossicità: "L'azienda - continua la nota - non ha mai utilizzato crusca ad uso zootecnico come ingrediente per la produzione dei taralli integrali. In realtà, come è normale che sia nella produzione dei taralli integrali, l'azienda si è servita di crusca di grano duro o di grano tenero, che rappresenta un ingrediente ordinario ed è stata regolarmente acquistata da industrie molitorie di primaria importanza, accompagnata da certificazioni di conformità alla vigente normativa e ha avuto come unica destinazione quella alimentare umana".

Il mangime per uso zootecnico era utilizzato per raccogliere gli scoli di oli derivante dalla produzione: "Il modestissimo quantitativo di crusca reperito in un secchio di plastica era utilizzato, al posto della segatura, per assorbire gli scoli di olio derivanti dal ciclo produttivo. Si tratta di scarti di crusca che possono anche essere stati attinti da vermi originati forse dalla umidità del contenitore. Di certo è che quella crusca, descritta come "invasa da parassiti", non è mai stata utilizzata nella preparazione dei taralli".

Ora ci sarà da attendere le analisi dell'ARPA e poi successivamente l'azienda stessa ha già annunciato battaglia per difendere l'onorabilità dell'immagine, dei distributori e dei consumatori stessi nonchè i lavoratori: "La pendenza di una indagine da parte della Procura della Repubblica di Trani - conclude l'avvocato Di Paola - garantisce da una parte il titolare dell'azienda, Giuseppe Fiore, e dall'altra distributori e consumatori".