Venezia (Veneto) - 22 Febbraio 2010

Blitz notturno, guerra ai vongolari abusivi

Blitz notturno, guerra ai vongolari abusivi

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foto di Presser

Continuano i blitz notturni del Nucleo Natanti. Sequestrata quasi una tonnellata di vongole.

Un Blitz del Nucleo Natanti Carabinieri di Venezia contro la pesca abusiva di molluschi in laguna ha portato, ieri notte, alla denuncia di due pescatori e al sequestro di un'imbarcazione con relativa attrezzatura vietata, con un prodotto già pescato per circa una tonnellata.

La scorsa sera, i Carabinieri del Nucleo Natanti di Venezia - nell'ambito della continua attività preventiva e repressiva del fenomeno della pesca illecita e successiva commercializzazione fraudolenta di molluschi in laguna, coordinata dal Comando Provinciale Carabinieri di Venezia ? hanno effettuato un servizio per verificare la presenza di pescatori abusivi nelle aree vietate a ridosso del Canale dei Petroli.

Durante la perlustrazione lagunare sono state notate alcune imbarcazioni professionali e non, con a bordo persone intente alla pesca abusiva di molluschi in una vasta area prospiciente al Canale dei Petroli e al Canale Nuovo di Fusina ove non è consentita la raccolta delle vongole per motivi igienico sanitari.

A bordo di imbarcazione di copertura appositamente varata per operare in laguna nel contrasto alla pesca di frodo, lungo il canale Cunetta, una volta individuata l'imbarcazione principale, hanno fermato una vongolara professionale, dotata di una potente draga vibrante completamente immersa, con a bordo 2 pescatori di Pellestrina mentre stavano pescando con attrezzatura vietata, nella zona preclusa per motivi igienico sanitari.

A bordo della stessa, sono state rinvenute numerossissime ceste già colme nonché altrettante pronte per essere riempite, per quasi una tonnellata di molluschi bivalvi raccolti illecitamente, mentre altro consistente prodotto ittico si trovava ancora nel vibrovaglio selezionatore nonché nella gabbia della draga, fatta salpare dai Carabinieri a seguito dell'intervento.

Bloccati i due, che risultano avere già precedenti penali per fatti analoghi, sono stati accompagnati in caserma dove, effettuati gli accertamenti del caso, sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria per danneggiamento ambientale aggravato.

Inoltre si è proceduto al sequestro dell' imbarcazione e dell'attrezzatura impiegata, per un valore complessivo di circa 80.000 euro, nonché alla quantificazione e sequestro del pescato, avente un valore commerciale stimato intorno ai 6/7.000 euro, successivamente gettato a mare in quanto ancora vitale.

Si tratta dell'ennesima operazione di polizia condotta nel settore dal Nucleo Natanti, che lo scorso anno ha denunciato per fatti analoghi 33 persone, ha riscontrato oltre 40 illeciti amministrativi e proceduto al sequestro di 20 imbarcazioni (per un valore complessivo di oltre 500.000 euro) e di oltre 6 tonnellate e mezzo di vongole, mentre nei primi mesi di quest'anno sono stati denunciati 5 pescatori, rilevati 9 illeciti amministrativi e sequestrate 2 imbarcazioni (del valore di circa 100.000 euro) e oltre 2 tonnellate di prodotto ittico.

Il dato che emerge incontrastato è che i molluschi così pescati vengono poi commercializzati senza la prevista documentazione sanitaria, alimentando il diffuso mercato nero di vongole (con serie e negative ripercussioni sui pescatori regolari e il mercato ittico in genere), ovvero con documentazione falsa che gli consente l'immissione nel mercato ittico ? nazionale e internazionale ? legale, come risultato chiaramente nel corso dell'indagine "TAPES" dove è emersa un'immissione sul mercato regolare di circa 53 tonnellate di molluschi (per un valore commerciale al consumatore intorno ai 400.000 euro) attraverso documentazione fasulla che ha portato all'emissione delle ordinanze con imposizione dell'obbligo di dimora a carico di quattro pescatori di Chioggia a inizio mese (9 febbraio scorso).

È implicito, inoltre, che tali comportamenti illeciti danneggiano seriamente il fondale lagunare ove si pesca e le specie bentoniche che lo popolano, a causa dell'utilizzo delle attrezzature vietate che sollevano massivamente le sabbie e la fauna bentonica che le popola, disperdendole in laguna, oltre ad essere perpetrati in aree vietate o non classificate per motivi igienico-sanitari.




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