"Se una grande maggioranza di italiani è orgogliosa della propria italianità, considera un bene l'Unità d'Italia, e si identifica con la patria, allora è lecito concludere che lo stato di salute della nazione italiana appare buono, molto buono, anzi florido. Ma le cose stanno proprio così?".
Emilio Gentile è uno dei maggiori storici del fascismo, anche perché si è formato ed è cresciuto alla scuola di due grandi: Renzo De Felice e George Mosse.
Conosciuto in campo internazionale, è stato insignito di dmolti premi fra cui il Premio Hans Sigrist attribuitogli dall'università di Berna nel 2003 per i suoi studi sulle religioni della politica.
Molti dei suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.
E' docente di storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma e collabora a giornali e riviste.
Ha insegnato tra l'altro in Australia, Francia e Stati Uniti.
Dalla seconda metà degli anni Settanta, ha modificato in modo radicale la storiografia sul fascismo.
Autore del primo studio complessivo sull'ideologia fascista, si è occupato delle strutture istituzionali del fascismo, dell'organizzazione della politica e delle manifestazioni culturali, ma soprattutto ha inaugurato un nuovo filone di studi dedicati al totalitarismo.
"Ci sono più di due nazioni nel nostro Paese" afferma il prof. Gentile "ed il federalismo non sarà un processo pacifico".
Per lo studioso, il sentimento patriottico è andato perduto già nel 1961.
"Due Italie? Se si parla diversità" continua il prof. Gentile "allora sono molte di più. Non è una definizione che possa valere dal punto di vista storico, ma esclusivamente politico, è come dire i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Fin dall'Unità, ci sono state divisioni simili: di volta in volta si diceva ci fossero due Italie, prima per la razza, poi politicamente, poi la divisione tra Italia legale e reale".
Il prof. Emilio Gentile sarà ospite de "il Giardino delle Idee"sabato 9 aprile 2011 alle ore 17.00 nella consueta cornice dell'Auditorium del Museo d'Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.
Una conversazione con il pubblico, partendo dal Suo nuovo libro "Né Stato né Nazione. Italiani senza meta" (Laterza editore), e non certo una lezione accademica, sull'analisi storico-politica-sociologica sulle condizioni dell'Italia alla vigilia del suo 150° anniversario dall'Unità. Un'Italia molto lontana da quelle vicende risorgimentali ma altrettanto vicina per le molte, forse troppe, affinità culturali e sociali di quel lontano passato.
Come sempre il prof. Gentile nella sua introspettiva ricerca delle condizioni di sopravvivenza del paese, analizza fisiologicamente le condizioni come stato e come nazione.
Ne viene fuori una diagnosi ed un quadro d'insieme, a dir poco, disastroso.
Nè Stato, nè Nazione, nonostante i pannicelli caldi delle periodiche dichiarazioni dei massimi vertici istituzionali.
"Il mondo in cui viviamo è diviso in Stati nazionali" ribadisce il prof. Gentile. "Ma l'Italia va controcorrente: alla vigilia del 150° anniversario dell'Unità, il nostro paese sembra afflitto da una grave crisi di sfiducia nella propria esistenza. Molti cittadini pensano che la nascita dello Stato unitario sia stato un errore e che una nazione italiana non sia mai esistita. E vorrebbero prendere un'altra strada; ma non sanno quale. In un mondo di Stati nazionali, gli italiani rischiano di vagare, litigiosi e divisi, verso un futuro incerto e senza meta".
Emilio Gentile invita a riflettere su oltre un secolo di storia, per comprendere le ragioni di tanto smarrimento.
E, con l'immaginazione, apre uno spiraglio al miracolo della speranza.
"Detesto il termine identità nazionale, ammetto solo la carta d'identità che come tutte le carte va rinnovata puntualmente. Parliamo piuttosto della consapevolezza di appartenere a uno Stato per cui si ritiene di condividere diritti e doveri. Ciampi all'epoca fece molto, ma l'Unità oggi è per tutti indifferente. Inoltre lo scarso sentimento patriottico degli italiani non è soltanto un'espressione della Lega".
Per commentare devi fare il login o iscriverti.
Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!