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Arezzo (Toscana) - 28 Dicembre 2011

Arezzo al GIARDINO delle IDEE arriva Antonio Scurati

Arezzo al GIARDINO delle IDEE arriva Antonio Scurati

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Arezzo al GIARDINO delle IDEE arriva Antonio Scurati

Riparte dopo una breve pausa natalizia la programmazione del Giardino delle IDEE in versione invernale.
Nella consueta e splendida cornice dell'Auditorium del Museo d'Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050) riprendono gli incontri/confronti pomeridiani (inizio alle ore 17.00) con i maggiori scrittori del panorama nazionale.
Dopo cinque appuntamenti nei mesi di ottobre, novembre e dicembre (Susanna Tamaro, Valerio Massimo Manfredi, Vito Mancuso, Donato Carrisi e Diana Manfredi) che hanno fatto registrare il tutto esaurito di pubblico, il nuovo anno al Giardino delle IDEE si apre con una bellissima sorpresa.
Grazie all'interessamento e alla collaborazione della Provincia di Arezzo, già partner dell'iniziativa, tutti gli incontri saranno trasmessi in streaming in diretta sul sito intoscana.it il portale ufficiale della Regione Toscana con circa 300 mila accessi giornalieri.
Pertanto, oltre alla consueta programmazione in chiaro sull'emittente ArezzoTV e alla programmazione in rotazione sul canale 824 della piattaforma Sky (Toscana Channel), il Giardino delle IDEE da gennaio offre una ulteriore opportunità multimediale.
 
Primo appuntamento del nuovo anno sabato 14 gennaio 2012 con uno straordinario ospite: il prof. Antonio Scurati per la presentazione del suo nuovo romanzo "La seconda mezzanotte" (Bompiani editore).
Ad introdurre e moderare gli incontri, come di consueto, Antonella di Tommaso e Barbara Bianconi accompagnate nell'occasione da Linda de Benedictis.
 
ANTONIO SCURATI (Napoli 1969) è ricercatore alla IULM di Milano e coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza.
Nel 2010 partecipa al programma televisivo  "Parla con Me" su RAI3 con la rubrica "Lettere dal Nord" che tratta di cronaca nera, politica e attualità.
Editorialista della "Stampa", ha scritto i saggi Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale (2003, finalista al Premio Viareggio) e Televisioni di guerra (2003).
Bompiani ha pubblicato, in versione aggiornata, il suo romanzo d'esordio Il rumore sordo della battaglia (2006), i saggi La letteratura dell'inesperienza (2006), Gli anni che non stiamo vivendo (2010) e i romanzi Il sopravvissuto, con cui l'autore ha vinto la XLIII edizione del Premio Campiello, Una storia romantica (2007, Premio SuperMondello).
Il Bambino che sognava la fine del mondo è stato finalista al Premio Strega 2009.
 
A due anni dall'ultimo romanzo Antonio Scurati è tornato nelle librerie con La seconda mezzanotte edito da Bompiani, un'inquietante storia orwelliana sul declino del mondo occidentale.
È il 2092 e, in una Europa senza più Stati e assoggettata al dominio cinese, Venezia ha cambiato volto.
La splendida città lagunare, abbandonata dopo un terribile alluvione, è stata acquistata e poi ricostruita da una multinazionale di Pechino, che ne ha fatto una nuova, perversa Las Vegas.
La popolazione autoctona, ghettizzata e impossibilitata a riprodursi per mezzo di chip sottocutanei, è vittima della prepotenza di viziosi ricchi, che giungono a Nuova Venezia per soddisfare ogni tipo di piacere.
Tra bordelli e lussi sfrenati, uno spettacolo spicca per fama e atrocità: la lotta dei gladiatori nell'arena di Piazza San Marco, il Colosseo del terzo millennio.
In questo scenario da fine dei tempi due uomini cercano di sottrarsi dal giogo di un destino pressoché segnato.
Sono "Il Maestro", guida dei guerrieri, e Spartaco, il suo allievo più valoroso; entrambi uomini "del vecchio mondo" che trovano, in modo diverso, la via della ribellione: il primo diventando padre, il secondo inseguendo la libertà.
La seconda mezzanotte è un'avventura epica, che con il tono visionario tipico dei romanzi di fantascienza racconta la crisi e il declino del mondo moderno.
L'ha voluto così. Ha voluto scrivere un noir senza speranza.
Diverso dalla letteratura di genere, quella che ti sprofonda nel buio del male, ma poi ti porta fuori, nella luce artificiale del lieto fine.
Nel suo libro, no, non voleva nessun sollievo dell'ultima pagina.
Ha studiato a lungo per rendere i combattimenti che ha descritto molto simili a quelli avvenuti fra i gladiatori della Roma antica.
Scurati ha voluto mettere in scena quello che non abbiamo mai visto: una violenza inguardabile, assoluta, senza nessun compiacimento, senza assoluzioni.
Afferma Scurati: "Virile è l'uomo che costruisce se stesso lungo una strada che non devia continuamente, rimanendo fedele alla sua essenza, tirando su, un pezzo dopo l'altro, il proprio destino. Credo che il problema degli adulti di oggi sia una sorta d'infantilismo. Continuiamo a concederci il beneficio del dubbio, ci sentiamo autorizzati ad andare avanti per prove ed errori. Non è così. Questo è un privilegio che spetta solo ai bambini".

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