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Arezzo (Toscana) - 23 Novembre 2010

Arezzo: Barbacetto ak Giardino delle IDEE

Arezzo: Barbacetto ak Giardino delle IDEE

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come sarebbe l'Italia se negli ultimi dieci anni non avessimo avuto le informazioni provenienti dalle intercettazioni telefoniche?
Antonio Fazio sarebbe probabilmente ancora governatore della Banca d'Italia, Luciano Moggi il centro del sistema rubascudetti, Nicolò Pollari direttore del Sismi e Pio Pompa il suo spacciatore di dossier. Stefano Ricucci un importante azionista del Corriere, Gianpiero Fiorani avrebbe espugnato a debito la Banca Antonveneta e Gianni Consorte la Bnl.
Wanna Marchi avrebbe continuato a lungo a vendere i suoi filtri miracolosi e nessuno avrebbe saputo nulla neppure dell'incredibile storia della clinica Santa Rita di Milano, dove gli interventi chirurgici erano decisi in nome del guadagno.
E come sarà quando una legge farà tacere per sempre quei microfoni che soli sono stati in grado di rivelare le trame distillate nei 'retrobottega' del potere?
 
Ce lo racconta Gianni Barbacetto sabato 27 novembre alle ore 17.00 presso la Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia di Arezzo in piazza della Libertà, 3 all'interno della fortunata edizione invernale de "Il Giardino delle Idee".
Prendendo spunto dai suoi ultimi libri "Se telefonando" (ed. Melampo) e "Il Grande Vecchio" (Rizzoli editore) che saranno posti in vendita autografati dall'autore, l'incontro di sabato sarà un'occasione imperdibile per riflettere a 360 gradi, lontano da clamori e rumori, sulla situazione politica ed economica del nostro paese.
Giornalista e scrittore Gianni Barbacetto lavora al Fatto Quotidiano, scrive sul Venerdì di Repubblica e collabora con Micromega.
Ha lavorato al Mondo, all'Europeo, a Diario.
È direttore di Omicron (l'Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord).
Ha coordinato la redazione del programma Annozero di Michele Santoro Annozero e lavorato con Carlo Lucarelli per la realizzazione di Blunotte.
E' autore di moltissimi libri editi da Rizzoli, Chiarelettere e Melampo e opinionista di La7.
 
"Il Procuratore Roberto Scarpinato" segnala Barbacetto "afferma che, in questo Paese, ormai sono stati tutti messi a tacere: la stampa ha poca voce, la televisione è ormai tutta controllata, i collaboratori di giustizia non esistono quasi più, l'opposizione politica è debole e silenziosa. Che cosa rimaneva ancora? Le microspie sono le uniche in grado di svelare cosa avviene dietro le quinte del potere. Facendo tacere anche le macchine con una legge, in questo Paese davvero non resterà più nessuna sentinella a tutela della democrazia".
"Ci sono state tantissime proposte e disegni di legge in questi anni" aggiunge Barbacetto"finalizzate a limitare le intercettazioni telefoniche. La storia parte da lontano: ha iniziato il ministro Giovanni Maria Flick, nel 1996, durante il primo governo Prodi, a presentare un progetto legislativo teso a limitare le intercettazioni telefoniche e a sanzionare i giornalisti che le diffondevano. Poi, però, quel progetto si è arenato ed è stato ripreso solamente nell'estate delle scalate bancarie e dei furbetti del quartierino. Ma è solo nel 2005 che lo stesso Silvio Berlusconi ha annunciato un provvedimento che limitasse le intercettazioni ai soli reati di mafia e terrorismo, nonché ammende elevate per i giornalisti e gli editori che le pubblicavano: un decreto legge poi bloccato, poiché non possedeva i requisiti dell'urgenza. Io credo che la politica italiana" commenta Barbacetto "sia letteralmente ossessionata dalle intercettazioni telefoniche perché ha capito, in questi anni, che esse hanno svelato moltissimi altarini e troppe porcherie fatte dalla politica di destra e di sinistra".
"In questi mesi si è parlato moltissimo della sfera privata del presidente del Consiglio, che sogna un mondo senza intercettazioni" conclude Barbacetto "ma io sono convinto che, se un privato cittadino ha una sua vita erotica brillante, questi sono fatti suoi. Ma se ad avere una vita dissoluta è il presidente del Consiglio è un'altra storia. Le imprese erotiche dell'attrice di turno non sono vicende private, sono invece questioni pubbliche, squisitamente politiche, dal momento che queste signorine spesso ce le ritroviamo candidate alle elezioni. E' evidente che il problema è tutto pubblico e per niente personale".
 
Ma Gianni Barbacetto è anche autore dello scoop del Bunga Bunga che nell'ultimo periodo ha animato la prima pagina de Il Fatto Quotidiano.
Quante foto e video di escort e festini ci sono in giro? 500, 600, una esagerazione.
Le più famose sono state la D'Addario, Barbara Montereale e Noemi.
Le ultime, in ordine di tempo, Karima-Ruby e Nadia Macrì.
Ma quante sono le ragazze, le veline, le escort, che in questi anni sono entrate nelle ville di Arcore, alla Certosa, a palazzo Grazioli?
Quante di queste hanno scattato foto, girato video, conservato ricordi della serata nella memoria dei cellulari?
E' quanto si è chiesto proprio Barbacetto in un Suo recente articolo dal titolo "Prendi i soldi, scatta, e ricatta".
Il tema della sicurezza del presidente del Consiglio è da giorni in primo piano.
Il Copasir, il comitato di controllo sui servizi presieduto da Massimo D'Alema, chiede coninsistenza di ascoltare Berlusconi.
Per Paolo Guzzanti, ex berlusconiano doc: "Chiunque potrebbe uccidere il premier, somministrargli farmaci, ottenere informazioni riservate".
Quanto è facile, allora, oggi, ricattare Berlusconi?
Barbacetto ricorda che quando il premier era semplicemente un imprenditore televisivo, "fece fare da una sua collaboratrice il giro dei giornali italiani per ritirare le foto che non riteneva adatte a pubblicizzare la sua immagine".
"Oggi sta succedendo qualcosa di simile?" si chiede Barbacetto: "c'è qualcuno che si sta muovendo per bonificare il mercato, facendo sparire foto e nastri dei bunga-bunga?"
 
E Gianni Barbacetto spiegherà come chiunque possa preparare un Bunga Bunga in casa sua.
Gli elementi necessari sono pochi e facilmente reperibili: un gruppo di amici e una piscina.
In fondo il Bunga Bunga è una di quelle consuetudini presenti a tutte le latitudini, come la cottura dei cibi e la costruzione di ripari dalle intemperie.
Già praticato dai monici buddhisti tibetani di scuola tantrica a partire dal XII secolo, da noi è arrivato da poco, tramite i fortunati rapporti di cooperazione Italia-Libia, che ce lo hanno portato nella versione musulmana tipica dell'ambiente dell'harem.
L'Italia democratica e figlia del pensiero illuminista l'ha tradotto in una variante gioviale e apollinea, libera da condizionamenti sociali o religiosi altrove presenti.
Nella versione italiana la presenza di un numero di femmine è comunque superiore ai maschi. Le femmine possono essere donne già "sviluppate" o meno, anzi ai fini rituali è meglio se sono ancora alla fine della fase puberale.
Dopo la libagione il gruppo di amici si dedica alla danza cerimoniale e, nell'abbandono dei freni inibitori, i partecipanti smettono i vestiti e si mostrano come natura li ha fatti.
La danza, che può anche essere sfrenata, finisce con un bagno in piscina, come si nota anche nei rituali anabattisti dove l'acqua lava via i peccati del mondo.
Proporzioni e quantità possono variare a seconda dei casi.
Ognuno può preparare un Bunga Bunga anche all'ultimo minuto adattandosi a quello che ha in casa.
La festa è assicurata anche se si è in pochi e se si unisce un vicino di casa all'ultimo momento, come si suol dire aggiungi un posto a tavola.
 
Contatti:
Email: contatti.lafabbricadelleide@gmail.com
Tel. 366 1370899

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