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San Pietro Apostolo (Catanzaro) - 28 Novembre 2010

Antonio De Santis S.Pietro Apostolo viaggio nella storia

Antonio De Santis S.Pietro Apostolo viaggio nella storia
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San Pietro Apostolo (CZ).. la Chiesa Matrice...
E' certo che la costruzione della Chiesa Matrice ebbe inizio il 1619 e si protrasse per venti anni,in quanto nel 1639 l'arciprete di Serrastretta don Giovanni Molinelli,delegato dal vescovo di Nicastro Mons.Perrone,venne in S.Pietro a farne l'inaugurazione:fu nominato quindi come primo parroco don Salvatore Macrò.Dal 1639 ad oggi si sono susseguiti ben oltre venti parroci che hanno lasciato tutti,la loro impronta nel continuo miglioramento del Santuario.Nei venti anni occorsi per la costruzione della Chiesa si rivelò l'arte dell'allora popolazione sanpietrese.Essa ha pianta basilicale a tre navate ad uno spazio interno di 500 mq.circa.La navata centrale è più ampia di quelle laterali ed è da essa divisa da archi semicircolari,poggianti su colonne alla cui sommità le foglie di acanto che emergono dai capitelli danno l'impronta dello stile rinascimentale,mentre i rosoni decorativi posti all'apice delle arcate e gli angeli marmorei che istoriano l'arco principale a tutto senso prospiciente all'abside e tutti gli ornamenti decorativi hanno l'impronta dello stile barocco che costituisce un tutto armonico con lo stile già citato.Le navate laterali simmetriche tra di loro,presentano nei riquadri dei soffitti particolarmente ornati otto affreschi (quattro a navata) che si fanno risalire all'illustre Pittore Guglielmo Tomaini che ha avuto i natali nel nostro paese nel 1854 il Tomaini era il nipote del famoso pittore di fine ottocento Andrea Cefaly.In tutti i suoi dipinti non c'è uno sfondo particolare,ma solo il necessario per far capire l'idea che si vuole esprimere,mettendo le figure in un primo piano ideale.Gli otto affreschi rappresentano: 1° L'ultima cena: in essa si può dire che non v'è un proscenio nè uno sfondo.La maggiore sorgente di luce,il riflesso della tovaglia bianca,è all'interno del gruppo,le figure ne sono come abbagliate.Anche se colpite violentemente dal raggio non sembrano perdere però il loro peso corporeo grazie all'impasto coloristico.Al centro dell'attenzione è Gesù,nell'atto della consacrazione del pane,seduto con tutt'intorno i discepoli che sembrano tutti ascoltare con attenzione le sue parole. 2° La scacciata dei mercanti dal tempio di Gerusalemme presenta un piccolo sfondo rappresentato dalle colonne,ma serve solo per individuare il luogo dove avviene il fatto.In esso si vede un Gesù irato,sotto lo sguardo di alcuni discepoli,nell'atto di allontanare dalle gradinate i mercanti che scappano da ogni parte cercando di raccogliere quello che possono delle loro mercanzie. 3° La tempesta sedata rappresenta il Signore in piedi sulla barca impegnato nel placare il temporale sotto lo sguardo attento dei discepoli. 4° La consacrazione del paese al Signore nell'accorata preghiera del Santo Patrono si può dividere in due parti: una superiore rappresenta il gesto della preghiera,e l'altra inferiore raffigurante il panorama del paese,nel quale si può notare in primo piano la Chiesa (rappresentata però con una prospettiva diversa da quella esistente effettivamente). 5° La consegna delle chiavi da parte del Signore al Patrono del paese è invece rappresentata solo da figure.In essa si vede Gesù nell'atto della donazione ad un San Pietro in ginocchio,sotto lo sguardo in preghiera degli altri. 6° La seconda fuga miracolosa da parte di S.Pietro dalle prigioni ha,alle spalle delle figure,il luogo.In essa vi è rappresentato il Santo già libero con le mani congiunte e la presenza dell'angelo.Sul pavimento si possono notare le due chiavi,poste lì solo per individuare il Santo. 7° L'apparizione della Vergine a San Domenico. 8° La rappresentazione di due Sante Martiri.Sottostanti la cupola di forma ovale,esistono quattro affreschi su parete di autore ignoto,di forma triangolare a vertice in giù,raffigurano i quattro Evangelisti nell'atto di scrivere il proprio vangelo.Nell'altare della navata centrale vi è una statua lignea rappresentante San Pietro Martire ultimato nel 700 da autore ignoto,mentre in quello della navata laterale sinistra vi è un crocefisso ligneo settecentesco proveniente da Lucignano Val di Pesa (Toscana) di autore ignoto.

La Chiesa Matrice.
Fanno parte dei preziosi arredi un organo di gran valore ed un battistero di pregiato marmo verde (nel quale è incisa una scritta M.I.G.F.-A.D.1723).
Nel campanile nel 1984 sono state poste due campane,successivamente motorizzate elettricamente di cui una dedicata ai caduti per la patria e l'altra a Sua Santità Giovanni Paolo II,benedette dal Santo Padre stesso in occasione della visita in Calabria del 6,7 ottobre 1984.
La Chiesa fino all'entrata in vigore dell'editto di Saint Cloud era adibita anche a cimitero comunale.L'editto disponeva,infatti,che la sepoltura dovesse aver luogo in appositi cimiteri fuori delle città e delle Chiese e che le lapidi dovessero essere uguali per tutti senza distinzione di ceti,il decreto era dettato da motivi igienici,oggi universalmente riconosciuti,e dal proposito di togliere i privilegi ai morti ricchi e potenti.Ma nella mente di molti d'allora diventò un'offesa ed un limite al sacro,libero e pietoso culto dei morti.
Tratto dal libro Un paese dal nome imponente San Pietro Apostolo (viaggio nella storia, nella vita, nelle tradizioni) di Antonio Sacco e Antonio De Santis.