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Libia, Estero - 21 Febbraio 2011

Antonio De Santis: Rivolta anche a Tripoli.

Antonio De Santis: Rivolta anche a Tripoli.

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Rivolta anche a Tripoli, attaccata sede televisiva
In fiamme edifici. Massacro a Bengasi. Voci di fuga di Gheddafi. Il figlio Saif promette riforme.
La sede di una tv a Tripoli è stata saccheggiata e nella capitale libica alcuni edifici pubblici sono stati dati alle fiamme. Lo riferiscono testimoni. Secondo quanto riferiscono i testimoni, a Tripoli e' stata saccheggiata anche la sede di una radio pubblica, mentre alcune stazioni di polizia e sedi dei comitati rivoluaizonari pilastro del regime sono stati dati alle fiamme ieri in tarda serata.

Salgono a 18 i feriti degli scontri registrati in un cantiere gestito a Tripoli da alcune società sudcoreane: secondo il ministero degli Esteri di Seul, 15 operai bengalesi sono rimasti coinvolti, di cui due accoltellati e in gravi condizioni, mentre tre sudcoreani hanno riportato lievi escoriazioni. Nel sito ci sono oltre 1.000 lavoratori del Bangladesh e 40-50 sudcoreani, in base a quanto riferito dall'agenzia Yonhap. Il governo di Seul ha invitato le compagnie impegnate in lavori nel Nord Africa e in Medio Oriente ad alzare l'allerta e predisporre misure per garantire la sicurezza. L'Associazione dei costruttori (Icak), che riunisce un totale di 70 operatori con solide attività in Paesi come Libia, Yemen, Iran, Marocco e Bahrein, ha già accusato milioni di dollari di danni causati dalle proteste, nel mentre ha intensificato la collaborazione con il governo di Seul. Sotto osservazione, in particolare, la Libia, dove le aziende sudcoreane sono, ad esempio, impegnate nella realizzazione di centrali termiche a Tripoli e Al Khalij. "I lavoratori presenti a Bengasi sono stati spostati per sicurezza a seguito delle istruzioni fornite dalla nostra ambasciata in Libia", ha riferito un funzionario del ministero dei Trasporti e degli Affari marittimi.
Da : http://www.ansa.it
foto tratta da Google.

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