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Pizzo (Vibo Valentia, Calabria) - 18 Aprile 2011

Antonio De Santis: Pizzo C. il duomo di S.Giorgio.

Antonio De Santis: Pizzo C. il duomo di S.Giorgio.
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Duomo di San Giorgio Pizzo Calabro.

Come riporta l'epigrafe sull'architrave, la Chiesa Madre di Pizzo (o Duomo) è intitolata a San Giorgio Martire e alla Vergine Maria. Nel bel mezzo del centro storico, la struttura fu costruita nel secondo Cinquecento per essere adibita al culto nel 1587: è la prima Collegiata della Diocesi di Mileto in ordine di tempo e per importanza. Più volte restaurata e ristrutturata, la Chiesa di San Giorgio presenta una ricca facciata barocca scolpita dal Fontana in cui è rappresentato il Santo a cavallo nell'atto di trafiggere il dragone con la sua lancia: sono riconoscibili anche una figura femminile (una principessa, secondo la tradizione, ma anche la Madonna in un'interpretazione più allegorica) ed una fortezza sullo sfondo per la quale lo scultore potrebbe essersi ispirato alla torre angioina del Castello Aragonese. Le due torri campanarie, aventi campane di varia dimensione, sono state oggetto di ridimensionamento nel XVIII secolo: essendo queste piuttosto elevate, infatti, rappresentavano un pericolo in caso di sisma. L'interno è ricchissimo: oltre allo splendido altare maggiore in marmi policromi, vi si conservano opere scultoree e pittoriche di gran pregio, talvolta provenienti da altri luoghi di culto andati distrutti. E' il caso del convento di Sant'Antonio che, danneggiato gravemente dal sisma del 1783, cedette alla chiesa matrice di San Giorgio le statue di Sant'Antonio da Padova, la "Madonna del Popolo" e "San Francesco di Assisi". Pregevole anche la statua marmorea di santa Caterina da Alessandria di Carlo Canale e quella di San Giovanni Battista attribuita a Pietro Bernini. Molti anche gli affreschi con soggetti sacri, presenti in diversi punti della Chiesa ed opera in gran parte degli artisti locali Paparo, Zimatore, Grillo e Barone. Nella Cappella di Sant'Anna è conservato un crocefisso del XV secolo noto come "Padre della Rocca", mentre nei sotterranei riposano le spoglie di Gioacchino Murat.
Fonte storiografiche :http://www.mobitaly.it/DettaglioPoI.aspx?IId=374