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San Pietro Apostolo (Catanzaro) - 7 Aprile 2011

Antonio De Santis: La strada che non c'è.

Antonio De Santis: La strada che non c'è.

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I cittadini hanno riacceso i riflettori sulla cosiddetta "strada che non c'è" Chiesto un incontro con la presidente Ferro: zone montane disagiate

Luigina Pileggi
lamezia terme
Un incontro con la presidente della Provincia Wanda Ferro per riaccendere i fari e porre l'attenzione sulla strada Medio-Savuto, meglio nota come "la strada che non c'è". È quanto ha deciso un nutrito gruppo di amministratori dell'hinterland catanzarese e un gruppo di cittadini al termine di un incontro che si è svolto nella sala consiliare di San Pietro Apostolo e convocato dal comitato apolitico "La strada che non c'è". Comitato formato da un gruppo di persone che da tempo denuncia con determinazione «lo stato di abbandono da parte delle istituzioni delle zone montane». In particolare, all'iniziativa hanno preso parte i sindaci di Carlopoli Mario Talarico, Cicala Giacomo Muraca, Gimigliano Massimo Chiarella, Miglierina Gregorio Guzzo, Panettieri Giovanni Bonacci, San Pietro Apostolo Francesco Fragale e il sindaco di Serrastretta nonché presidente della Comunità montana Renato Mascaro. Amministratori che hanno sottolineato la necessità di un incontro «costruttivo e finalizzato all'immediata risoluzione dell'handicap viario in tempi relativamente celeri con il presidente della Provincia Ferro».
«Esiste infatti un gravoso e importante problema ? afferma Agostino Sirianni in rappresentanza del comitato ? relativo alla viabilità e ai trasporti della rete stradale delle zone interne. Un cancro idrogeologico che ha colpito la Regione Calabria e in particolare la provincia di Catanzaro, soprattutto quei paesi che fanno parte della Comunità dei Monti Reventino - Tiriolo - Mancuso dove, di anno in anno, tra piogge, frane e smottamenti, si ripetono sempre gli stessi scenari: un calvario apocalittico per coloro i quali necessariamente e quotidianamente sono costretti alla guida dei veicoli a recarsi nel capoluogo e nelle aree limitrofe. Anche studenti e pendolari, nonostante siano stati già penalizzati dalla mancata efficienza viaria e della Ferrovia della Calabria, (anch'essa finita nel baratro delle calamità naturali ed in particolar modo della mancata e scarsa manutenzione), devono fare i conti con il costante pericolo costituito da una strada obsoleta, dissestata ed incresciosa con i suoi svariati tornanti, che impiega un tempo di percorrenza pari alla leggendaria "diligenza"».
«Il centro abitato di Tiriolo? prosegue Sirianni ? poi fa da completamento al disagio con interdizioni di ogni tipo: traffico, semafori, lavori in corso, divieti ai veicoli pesanti che transitano regolarmente non avendo altra possibilità, mercati, fiere, processioni, cortei funebri, veicoli in sosta, frane». In passato, ha proseguito l'esponente del comitato, «molto si è discusso senza però mai giungere a una definitiva risoluzione sull'ammodernamento e la messa in sicurezza delle strade calabresi, tra le quali emerge la famigerata ex strada statale 19, che collega la comunità montana a Tiriolo per giungere, mediante la strada provinciale 167/1, a Marcellinara, confluendo infine sulla statale 280 Catanzaro-Lamezia».
Da qui la necessità di un incontro con la presidente Ferro che, in occasione dell'approvazione del bilancio 2011 e del piano delle opere pubbliche, ha affermato che l'azione della Provincia riguarda in particolare le infrastrutture da realizzare per collegare un territorio che presenta grandi difficoltà sotto l'aspetto orografico: opere come la strada del Medio Savuto, la Girifalco-Maida, la Cropani-Cropani Marina, la Buturo-Sersale e la strada di Germaneto.
Da :http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=50049&Edizione=9&A=20110407
Foto tratta da Google.

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