NAPOLI-All'Anm, l'azienda napoletana di mobilità, per essere assunti o per ottenere un trasferimento, bastava pagare o fare un regalo. Da ieri, però, il giro di mazzette che coinvolgeva diversi funzionari e sindacalisti è stato stroncato da una inchiesta della Guardia di Finanza che ha arrestato due persone (entrambe hanno ottenuto i domiciliari), Sabato Carotenuto, ex direttore del personale dell'azienda, e Vincenzo Colimoro, dipendente dell'Anm e sindacalista Uil; otto, invece, gli indagati. Stando a quanto accertato dai finanzieri, il "sistema" messo a punto da sindacalisti e funzionari della Anm prevedeva tangenti dai 10mila ai 25mila euro per ogni "pratica", oltre a regali come orologi, gioielli e telefonini. Secondo gli investigatori, alcuno degli indagati, assegnavano incentivi per il pensionamento anticipato a dipendenti deceduti, intascando loro stessi il denaro. Le assunzioni avvenivano, poi, attraverso un singolare espediente: l'apparente scambio di dipendenti tra aziende di trasporto pubblico, consentito da una norma poi abrogata.
A pagare erano soprattutto i parenti degli autisti che, pur di far trasferire i propri congiunti nell'ambito della mobilità inter-aziendale del trasporto pubblico locale, erano anche disposti a contrarre prestiti con società finanziarie. L'inchiesta ha preso avvio nel 2009, in seguito alla denuncia di un consigliere comunale per presunte irregolarità nelle procedure di avvicendamento degli autisti dell'Azienda. Da ieri la pacchia è finita.
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