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Trieste (Friuli-venezia Giulia) - 5 Aprile 2017

Amorosi Sensi di Leandro Lucchetti alla Libreria Minerva

Amorosi Sensi di Leandro Lucchetti alla Libreria Minerva
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"Amorosi Sensi", romanzo di Leandro Lucchetti, pubblicato da Fuorilinea nella collana di scrittura contemporanea Scandagli, sarà presentato venerdì 14 aprile presso la Libreria Minerva in via San Nicolò 20, a Trieste. Dopo i saluti ai convenuti di Tommaso Contessi, direttore della Libreria Minerva, Leandro Lucchetti converserà con il presidente del Circolo di studi politico-sociali "Che Guevara", Riccardo Devescovi, e con il giornalista ed ex senatore del Pci, Stojan Spetič.
Il libro di Lucchetti viene presentato come "un affresco dal grande respiro, con incipit al calor bianco erotico". Il romanzo è una "saga-dramma all'italiana", che inizia nel 1943 e termina nel 1969, e che ha per protagonisti partigiani e nazisti, fascisti e comunisti. Goli Otok, l'isola calva, Tito, l'esilio, il ritorno e la resa dei conti, i riferimenti storici in una trama fuori dal comune, costruita dal Lucchetti regista per tanti anni, che nel libro dimostra un grande spessore culturale ma soprattutto una straordinaria capacità di leggere la natura umana, nel profondo. "Che tempi quelli... - scrive - Tempi in cui bisognava tenersi stretta la vita con le unghie e con i denti e nello stesso tempo si poteva sognare un mondo migliore, un'Italia migliore".
In sintesi così l'Editore descrive la trama del romanzo: "Fischia il vento urla la bufera canta la vecchia canzone partigiana ma ventiquattro anni dopo quando Luca Di Cantro che è stato il Griso, partigiano garibaldino, ritorna a casa dopo l’esilio in Cecoslovacchia il vento non fischia più. Venusso in Guado, il paese che ha vissuto sulla propria pelle lo scontro sanguinoso chiamato Resistenza, è ora un tranquillo luogo di villeggiatura. Ma il passato, morto e sepolto per tutti, Luca lo ha solo riposto in un cassetto che adesso riapre e ne escono frammenti di vita: il marchese Leonardo suo padre, comandante della brigata nera, messo al muro dai partigiani; il palazzetto di famiglia, abbandonato e fatiscente, che un consorzio vuole acquistare per trasformarlo in un hotel di lusso; gli antichi compagni partigiani, il Nibbio e Aiace ancora vivi e i morti Sallustro e Jolanda mai vendicati: Wanda, la vecchia governante di famiglia che lo ha allevato orfano di madre, Ida, la figlia di giostrai sposata giovanissima contro il volere del padre, che è ancora legalmente sua moglie e convive con l'uomo con cui lo ha tradito mentre era partigiano in montagna e quello era il Podestà fascista del paese; Irene, soprattutto, che per tre anni ha creduto sua figlia, una bambina teneramente amata che Ida, nei giorni convulsi della Liberazione, gli ha confessato non essere figlia sua ma dell'ormai ex-Podestà. Irene è adesso una splendida donna padrona della sua femminilità. Ma nubi oscure di vecchi debiti mai saldati minacciano la resa dei conti".