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Arezzo (Toscana) - 15 Aprile 2012

Alle IDDE di Arezzo il Procuratore Pietro Grasso

Alle IDDE di Arezzo il Procuratore Pietro Grasso
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"Rappresento l'antimafia che agisce contro i crimini, l'antimafia della repressione, ma ho bisogno dell'antimafia della speranza, del consenso e dell'impegno".

Sabato 21 aprile 2012 alle ore 17.00 nella consueta cornice della Sala delle Muse del Museo Nazionale d'Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050) un nuovo straordinario appuntamento al Giardino delle IDEE.

Ospite d'eccezione,infatti, è il Procuratore Nazionale Antimafia PIETRO GRASSO per la presentazione del suo nuovo libro, in libreria dal 10 aprile, "LIBERI TUTTI" (Sperling & Kupfer editore).

Ad introdurre e moderare l'incontro Antonella di Tommaso e Barbara Bianconi accompagnate dal giornalista Luca Caneschi.



Liberi tutti è una lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia.

"Muoiono di mafia non solo le vittime della criminalità, ma tutti quelli che chiudono gli occhi davanti all'illegalità e all'ingiustizia" ricorda Pietro Grasso
In magistratura dal 1969, Pietro Grasso è a capo della Procura Nazionale Antimafia dal 2005. In precedenza è stato procuratore della Repubblica a Palermo e giudice del primo maxiprocesso a Cosa Nostra.

E' impegnato da anni a diffondere la cultura della legalità attraverso la stampa, la tv, gli interventi nelle scuole e in manifestazioni organizzate per diffondere la cultura della legalità.

"La cultura della legalità" scrive il dr. Grasso "è qualcosa di più della semplice osservanza delle leggi e delle regole; è un sistema di principi, idee, comportamenti ritenuto valido per tutti e utile per sé, che deve tendere alla realizzazione dei valori di uguaglianza, democrazia, giustizia, ma anche di quelli della libertà della persona, della dignità dell'uomo, della tolleranza, dell'integrazione, della non violenza, della pace".

Nel nuovo libro Pietro Grasso decide di raccontarsi ai giovani, ripercorrendo le tappe del suo impegno nella lotta alla mafia: il primo incarico; l'assassinio di amici magistrati e poliziotti; l'istruzione del maxiprocesso di Palermo; le minacce e la vita blindata; i momenti esaltanti dell'arresto dei boss. E quel viaggio con Falcone da Roma a Palermo, disdetto all'ultimo momento, che avrebbe ucciso anche lui, il 23 maggio 1992, sull'auto che esplose a Capaci.

Alcuni capitoli sono dedicati a spiegare come agisce la mafia, dove opera, con quali metodi, e perché tanti giovani possono illudersi di trovare al suo interno protezione, denaro, lavoro, senso di appartenenza; ovvero quel sostegno che troppo spesso viene loro negato dallo Stato e dalla società.

Una testimonianza vivace e schietta, con la quale Pietro Grasso chiede ai ragazzi di non chiudere gli occhi di fronte all'illegalità, di vincere l'indifferenza che fa prosperare la criminalità e uccide la speranza di chi crede nella giustizia.

"Oggi non è più tempo di analisi e diagnosi" scrive il dr. Grasso "è tempo di proporre con forza la questione morale. E' tempo che ciascuno di noi con determinazione, con energia, attui la propria rivolta morale".

Ricolta morale contro le istituzioni che mirano a togliere ai cittadini ogni libertà di pensiero d di iniziativa, che favoriscono la cultura dell'individualismo anziché l'etica della solidarietà.

Rivolta morale contro una classe dirigente che invece di servire le istituzioni se n'è servita per soddisfare il proprio desiderio di potere e guadagno.

Rivolta morale contro la massa di persone pronta a baciare le mani che la bastonano, grata se le è consentito di mendicare qualche favore.

Rivolta morale contro gli ideali d'accatto, l'inerzia codarda, la rassegnazione vigliacca, l'affarismo più equivoco, la falsità e la calunnia urlate come verità.

"Circa due anni fa" conclude il dr. Grasso "profanarono l'alberto di Falcone, qualcuno ritenne di poter cancellare la forza della memoria e della storia spogliando la magnolia delle sue reliquie, dei suoi ex voto. L'albero è rimasto muto e spoglio soltanto un giorno, perché Palermo ha reagito spontaneamente rivestendolo di nuovi frutti cartacei, con miriadi di scritti, manifesti, lenzuola che inneggiano alla legalità e a Giovanni Falcone. L'emozione ha raggiunto il culmine quando centinaia di scolari, saltando, hanno urlato in coro...Giovanni, Giovanni, Giovanni...Palermo è nostra e non di Cosa nostra".

Il dr. Grasso ricorda spesso che quando si trova sotto la magnolia già alla minima brezza sente vibrare le foglie come se volessero segnalare la presenza di Francesca Morbillo, la moglie di Falcone, di Rocco De Cillo, Antonio Montanaro e Vito Schifani, ancora increduli per l'inattesa esplosione e Giovanni, che si avvicina vigoroso a cui vengono incontro Paolo Borsellino, fumando la sua eterna sigaretta, Emanuela Loi e gli altri colleghi Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

Oggi quel vento diventa desiderio di spazzar via dubbi e perplessità, indifferenza e rassegnazione, trattative funeste, verità nascoste, voglia di non sapere.

Un vento che scuote l'Italia, che sospinge il coraggio e l'indignazione, che fa riemergere la dignità e l'eterna voglia di libertà.