• Indipendente, libero, vicino a te

Albenga (Savona, Liguria) - 22 Luglio 2010

Albenga,Simone dell'Aquila "sisma da omicidio di Stato"

Albenga,Simone dell'Aquila "sisma da omicidio di Stato"

Descrizione dell'utente

foto di gioba

"Quello che è accaduto all'Aquila in qualche modo poteva essere evitato". Simone, uno dei sette studenti ospiti in questi giorni per una vacanza premio ad Albenga pronuncia parole dal palco di "Accendiamo la lampada" nella centralissima piazza San Michele ad Albenga che pesano come macigni.
Lo studente aquilano raccoglie anche qualche fischio, ma lui va avanti col suo ricordo e racconta una realtà, cruda, terribile che è difficile da ascoltare anche in una serata di festa come questa. Simone, lo capisce, sa bene che questo discorso a chilometri e chilometri di distanza dalla sua cittá, potrebbe essere interpretato male dopo che la gente ha dimostrato la propria solidarietà inviando montagne di soldi e di generi di conforto. Ma non per questo esita a dire che "la storia del sisma non è altro che un omicidio di Stato dove già alle prime scosse chi aveva il compito di garantire la sicurezza e l'incolumità pubblica poteva adoperarsi per far si che la situazione non precipitasse e che la gente non morisse sotto una valanga di macerie".

Anche oggi, ad un anno di distanza dal terremoto in Abruzzo, Simone dice apertamente che le cose non sono cambiate. "Anzi se proprio dobbiamo dirla tutta sono peggiorate. Le nostre case sono state saccheggiate senza pietà. E ora - prosegue- si sta facendo in modo che gli aquilani non possano tornare a casa loro e questo credo che sia aberrante. Non possiamo più essere padroni a casa nostra. All'Aquila c'è una zona rossa, un limite invalcabile per chiunque di noi. I militari-va avanti nel suo racconto Simone-ci vietano di vivere nelle nostre case anche quelle che non sono andate distrutte dal sisma e questo è profondamente ingiusto. Ci rispediscono indietro, non ci fanno passare, ma così facendo ci stanno istigando...ci stanno istigando", ripete lo studente.

Armati di carriole, pale, picconi ma anche in sella agli asini, gli aquilani vorrebbero fare da soli e più volte in questi mesi sono tornati a chiedere certezza sui tempi della ricostruzione della città. "Nessuno oggi ci sta dando quelle certezze che stiamo invocando da mesi e mesi. Viviamo al confino senza avere nulla in cambio", dice angosciato Simone.

Parole dure, vere, di un ragazzo come tanti della sua età che hanno sofferto perché hanno perso tutto, amici, scuole, ritrovi, famiglie e anche luoghi dove poter studiare. Parole che non verranno lasciate cadere nel vuoto perché l'amministrazione comunale di Albenga, per voce dell'assessore ai Servizi Sociali Eraldo Ciangherotti, si è già attivata con un progetto decisamente interessante che parte proprio in una serata calda d'autunno che ora difficilmente si potrà dimenticare. "Gli studenti questa sera ci hanno chiesto di poter aprire una biblioteca dove poter studiare-dice Ciangherotti-noi realizzeremo quel progetto. Insieme alle associazioni che operano sul territorio raccoglieremo i fondi necessari e esaudiremo questa richiesta per il bene di quei giovani che rappresentano l'Aquila e il suo futuro. Negli occhi hanno ancora la morte, hanno bisogno di certezze e non gliele daremo".

tags:

Commenta anche tu

Per commentare devi fare il login o iscriverti.

Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!