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Arezzo (Toscana) - 24 Agosto 2011

Al Giardino delle IDEE arriva don ANIELLO MANGANIELLO

Al Giardino delle IDEE arriva don ANIELLO MANGANIELLO

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Continuano gli appuntamenti sotto le stesse del Giardino delle IDEE.
Giovedì 25 agosto 2011 alle ore 21.00 Al Giardino delle IDEE arriva don ANIELLO MANGANIELLO con il Suo "Gesù è più forte della Camorra".
Ci sono due modi di intendere la missione apostolica in un territorio difficile come Scampia: uno è chinare la testa, non esporsi, parlare solo se interrogati, l'altro è quello del padre guanelliano don Aniello Manganiello.
Consiste nel vivere fianco a fianco con gli abitanti del quartiere e condividerne i problemi, spostandosi sempre a piedi perché "in macchina non puoi verificare se il tuo passo è cadenzato su quello dei ragazzi".
Sin dal primo giorno, don Aniello presta aiuto ai malati di Aids e ai tossicodipendenti, conduce battaglie sociali a favore di famiglie troppo frettolosamente etichettate come malavitose, visita le case di camorristi veri e li ascolta, ne ottiene la fiducia e talvolta vede persino compiersi conversioni e ripensamenti radicali.
Con questi metodi, però, diventa un personaggio scomodo: nel quartiere è oggetto di continue minacce, fuori si fa nemici nell'Amministrazione comunale e negli alti ranghi ecclesiastici, a suo giudizio non sufficientemente impegnati, nonostante i proclami, dalla parte dei più deboli.
Nel 2010, dopo l'ennesimo scontro, la Congregazione dei padri guanelliani rompe gli indugi e decide di allontanare don Aniello dal "suo" rione, riportandolo a Roma, dove aveva operato per anni.
"Gesù è più forte della camorra" è il diario dei sedici anni napoletani di don Aniello, ma è anche un richiamo forte a chi propone parole nobili ma si tiene lontano dalla realtà del quartiere.

Don Aniello è stato per oltre 16 anni alla guida di una delle parrocchie di frontiera di Scampia. Poi la scelta inaspettata dell'Ordine ecclesiastico a cui appartiene di trasferirlo ad altra parrocchia. Nuova destinazione il quartiere borghese Trionfale di Roma. Una scelta sofferta a cui fa seguito una vera e propria sollevazione popolare dei cittadini del Rione "Don Guanella" in Scampia. che non vogliono che don Aniello abbandoni il territorio e la sua gente. Dopo circa sei mesi dal trasferimento, la scelta di prendersi un «anno sabbatico». Un lungo silenzio che si rompe oggi con questo libro che è già un successo.

Ma come spiegherebbe Don Manganiello a dei bambini non di Scampia, cos'è la camorra?
"La camorra è l'uomo nero, quello che rappresenta le paure, il pericolo, le violenze, quello che mi vuole portare via l'affetto dei genitori, la casa, i giocattoli" afferma da sempre don Aniello continuando: "E' quello che mi da le botte, che vuole rubare in casa mia. E' quello contro cui mio padre non può far nulla. In realtà è proprio questo l'operato della camorra in quel contesto: limitare la libertà d'azione a tutti, dai piccoli ai più anziani. E' quello che detta legge nel commercio, quello che spaccia la droga e morte, è quello che porta via il guadagno di una vita. E' l'usuraio che mi chiede percentuali alte sui prestiti, quello che spara per strada per scippare e uccide per vendicarsi. E' quello che ruba a papà e mamma, quello che ci punta la pistola per portar via il portafogli, l'orologio e i gioielli".

Gesù è più forte della camorra è un libro di denuncia ma soprattutto di testimonianza.
Il desiderio profondo di dare speranza alle persone che l'hanno persa.
Un libro di denuncia perché mette nero su bianco tutti i torti che sono stati fatti nei confronti di Scampia.
Di denuncia verso chi ha fatto del male a Scampia: le istituzioni assenti, la polizia corrotta.
Ma anche e soprattutto di testimonianza, per il racconto delle conversioni di noti camorristi come quella di Giuseppe Sarno, fratello di Costantino, capo clan, che quando venne scarcerato all'inizio del 2000 chiese di incontrare don Aniello per confidargli di volersi rifare un vita, lontano da Napoli.
Due sere dopo, tornando dal commissariato dove doveva andare a firmare, fu freddato da due killer.
Il libro è la testimonianza dell'impegno di tanti operatori che quotidianamente danno il loro contributo gratuito per rispondere alla richiesta di assistenza ed aiuto delle tante famiglie bisognose: i comitati di resistenza anti-camorra di Scampia, Mammut, il centro di sperimentazione e di ricerca pedagogica che ha sede a Scampia, i Gesuiti e tante associazioni che s'impegnano quotidianamente tanto portando risposte e speranza.

Un libro di speranza che racconta di come sia ormai imprescindibile la necessità di togliere ossigeno alla camorra, portando cioè, delle risposte concrete alla gente.
Togliere dalla miseria le famiglie mettendole nelle condizioni di non aver bisogno della camorra, del suo appoggio e sostegno.
"E' necessario dare speranza alla gente, finanziando i loro progetti" scrive don Aniello, aggiungendo: "solo così la camorra smetterà di esistere, per il semplice motivo che non avrà più ragione di essere. Bisogna togliere alla camorra il ruolo di ammortizzatore sociale. Fino ad oggi la camorra è stata ed è un'azienda che risponde ai bisogni della gente".

A condurre la serata come di consueto Antonella di Tommaso e Dory d'Anzeo coadiuvate dalla giornalista Sofia Riccaboni.

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