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Cesena (Forlì-Cesena) - 6 Ottobre 2011

A Cesena si è aperto il "Macfrut 2011"

A Cesena si è aperto il "Macfrut 2011"

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Il Ministro ROMANO sceglie Macfrut per "lanciare" le azioni per l'ortofrutticoltura

Nella prima giornata della maggior rassegna ortofrutticole del Mediterraneo assegnato il Premio Macfrut a Paolo Bruni ? I dati di un settore di grande rilievo ? Il confronto con la Francia -
Inaugurando la ventottesima edizione di Macfrut, Saverio Romano, Ministro delle Politiche Agricole, dialogando con i giornalisti, ha "lanciato" alcune delle prossime azioni del suo ministero a sostegno del settore ortofrutticolo. Innanzitutto ha annunciato che l'11 e 12 novembre a Cremona si terrà la prima conferenza nazionale sull'agricoltura. Il ministro ha anche ricordato che il 12 ottobre a Bruxelles la Commissione europea presenterà la proposta di riforma della Politica Agricola comune (Pac). Una proposta che vede l'Italia in posizione molto critica. "Stiamo mettendo insieme tutti i protagonisti dell'agricoltura italiana - ha detto Romano - per trovare una proposta comune che faccia uscire il nostro paese da quella secca della poca considerazione che ha avuto in Europa. E per questo abbiamo chiesto di introdurre un concetto di riparto diverso da quello misurato sulla superficie agricola, perché il nostro Paese ha poca superficie e molto prodotto lordo vendibile. Per questo chiederemo di inserire un riparto basato sulla competitività, le risorse impegnate, anche quelle umane, e la Produzione Lorda Vendibile". Passando poi alla necessità di promuovere i consumi ha sostenuto che nei prossimi giorni verrà assegnato il nuovo appalto per la "frutta nelle Scuole", la grande iniziativa rivolta ai ragazzi. "Dopo il successo di Frutta in Spiaggi ?ha aggiunto Romano- insisteremo per una promozione che raggiungereià i giovani (porteremo le pere in discoteca) e alcuni ambienti sportivi ("Vola la mela", nei palazzetti di basket, e l'arancia negli stadi).
MACFRUT (che si tiene a Cesena fino al 7 ottobre 2011) è la maggior rassegna dell'ortofrutticoltura del Bacino del Mediterraneo e vi partecipa tutta la filiera. La fiera si è caratterizzata come il punto di incontro sulle prospettive dell'ortofrutticoltura mondiale, dove si vedono macchine, attrezzature, varietà e cultivar, dove si affrontano le tematiche più scottanti e più impegnative e da cui escono indicazioni e si compilano documenti per il futuro del settore. Una rassegna che si è aperta con prestigiose adesioni da parte delle più importanti aziende dei vari segmenti che compongono il "percorso" che porta frutta e verdura dal campo alla tavola del consumatore.
Da sottolineare che in mattinata è stato assegnato il Premio Cesena Fiera 2011 a Paolo Bruni. Lo hanno consegnato Tiberio Rabboni, Assessore all'agricoltura dell'Emilia Romagna, Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena, Massimo Bulbi, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena e Domenico Scarpellini, Presidente di Macfrut. Bruni viene da famiglia di agricoltori ed attualmente è E' Presidente COGECA, la Confederazione Generale delle Cooperative Agricole con sede a Bruxelles, che raggruppa 38.000 cooperative con un fatturato di 360 miliardi di euro nei 27 Paesi dell'Unione Europea. È anche Presidente del C.S.O., Centro Servizi Ortofrutticoli.
L'ortofrutticoltura è importante per l'economia italiana, perché nel 2010 con 6,6 miliardi di Euro di export (fresco+conserve) ha conquistato il primato fra i prodotti che portano nel mondo i sapori e il nome del Made in Italy. La filiera ortofrutticola in Italia ha realizzato una PLV (produzione lorda vendibile di 11 miliardi ed un fatturato di 22 miliardi di Euro compreso l'indotto. Non solo, ma nei primi sei mesi del 2011 le famiglie italiane hanno speso per ortaggi e frutta (anche surgelati) 7,2 miliardi di Euro (di cui 3,1 di frutta fresca. Sono cifre che denotano una forte rilevanza e il settore trova in Macfrut un punto importante per verificare il proprio stato e per prospettare il futuro prossimo.
"Quest'anno abbiamo tre parole d'ordine -ha sottolineato Domenico Scarpellini, presidente di Macfrut, dando il benvenuto al Ministro Romano, ma anche a espositori visitatori e stampa- innovazione di prodotto e di processo, internazionalizzazione e comunicazione".
E sul fronte dell'internazionalizzazione, con i prezzi ortofrutticoli spesso inferiori ai costi di produzione, gli addetti ai lavori guardano con interesse al caso francese. Oltralpe, a seguito della legge di "modernizzazione agricola" approvata dal parlamento francese nel luglio 2010, la filiera ortofrutticola deve obbligatoriamente accordarsi con la Gdo per mezzo di contratti scritti, in grado di garantire entrate certe ai produttori.
"Il caso francese ? ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni introducendo il convegno ? rappresenta una lodevole eccezione nel panorama europeo. Resta però indispensabile un'iniziativa europea che armonizzi gli accordi a livello comunitario". Valutazioni positive da François La Fitte (Op francese): "Questa legislazione ci ha aiutato, i pagamenti sono regolari e i controlli frequenti la rendono bene applicata". Ma Conad e Coop ammoniscono: la realtà italiana è diversa, non esiste la panacea di tutti i mali. "Bisogna tenere conto ? spiega Roberto Fiammenghi di Coop ? che, nel 57 per cento di ortofrutta venduta dalla Gdo, il 15 per cento è costituito da quarta e quinta gamma. Il 60 per cento dell'ortofrutta è appannaggio del mercato libero, uno scenario ben diverso da quello francese che vede la frutta venduta fuori dalla Gdo a quota 10 per cento".
E dopo la Francia, l'Italia. Il tema dei pagamenti, esigui, ai produttori è stato anche al centro dell'intervento del presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini al Convegno "Una Filiera Ortofrutticola Italiana" tenuto nel pomeriggio del primo giorno di Macfrut: "Non andatevi a lamentare sempre e solo in Coldiretti, siate coraggiosi e lamentatevi nelle vostre cooperative. La colpa è nostra, la colpa è di chi nei consigli di amministrazione accetta che ci portino via il valore, specie ora che l'era delle vacche grasse è finita. Bisogna tagliare tutto quello che è in più e non crea valore. In Spagna hanno celle piccole, ritirano e vendono. Qui in Italia abbiamo grandi stabilimenti in serie, alcuni fermi, direttori generali strapagati come superdirettori alla Fantozzi, ammortamenti sugli investimenti e ogni genere di cose. Anche perché i costi in più del nostro sistema non si giustificano con l'espansione verso nuovi mercati. Nell'ultimo anno l'Italia ha aumentato l'export del 20 per cento, ma allo stesso tempo la Spagna ha aumentato il suo export di pesche in Italia dell'80 per cento. Tutto ciò mentre il prezzo al campo crollava del 50 per cento".
Per info: tel. 0547 317435 - sito: www.macfrut.com - e mail: info@macfrut.com

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