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Livorno (Toscana) - 9 Luglio 2018

118 e ambulanze infermieristiche: un altro punto di vista

118 e ambulanze infermieristiche: un altro punto di vista
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Meglio un medico o un infermiere a bordo delle ambulanze?
Di seguito una riflessione pubblicata sul proprio profilo Facebook dal dottor Riccardo Ristori, medico della provincia di Livorno.
"Caro cittadino… anche io voglio dirti il mio parere sulle ambulanze infermieristiche rispondendo alla domanda: “è meglio un mezzo di soccorso con medico o con infermiere?” perché avendo studiato medicina mentre lavoravo da infermiere, sono infermiere e medico, per cui casco sempre in piedi ☺

Il comunicato stampa di OPI, inserisce molti “dipende” condivisibili nella sua risposta a questa domanda (distribuzione di mezzi, professionisti, pronto soccorso, ospedali, casi da trattare) che però potrebbero essere puramente casuali se le ambulanze infermieristiche fossero in sostituzione delle ambulanze medicalizzate per il principale fatto che non si riescono a reperire medici. Pertanto ben venga l’implementazione delle ambulanze infermieristiche, mentre la sostituzione in riparazione a una mancanza potrebbe non aumentare la qualità dell’assistenza sanitaria.

Nelle rare patologie tempo/dipendenti che affrontiamo limiterei invece il “dipende” a un solo elemento che, parola d’onore, è tutt’altro che scontato: la capacità del medico e la capacità dell’infermiere nel gestire l’emergenza. Purtroppo la laurea, i corsi post laurea, i master e le specializzazioni, non sono elementi che conferiscono in assoluto il nostro grado di competenza.
Un infermiere e un medico diventano competenti dopo alcuni anni dall’aver terminato gli studi, perché troppo spesso il percorso che hanno seguito è molto teorico e poco pratico; sarebbe pertanto più opportuna una reale certificazione di competenza acquisita lavorando per un certo periodo in terapia intensiva e in pronto soccorso, perché essere inseriti precocemente e da soli su un’ambulanza potrebbe non aumentare la qualità dell’assistenza sanitaria.

Concordo che per “..garantire le prestazioni immediate agli utenti che presentano alterazioni delle funzioni vitali tali da compromettere potenzialmente e gravemente lo stato di salute” occorra una pronta stabilizzazione e il supporto vitale e che per gli infermieri siano stati redatti dei protocolli in cui “…occorre contattare il medico della centrale operativa per definire la strategia di più precoce medicalizzazione e terapia”, ma durante un’emergenza non è per niente semplice senza accettazione dei ruoli, affiatamento, fiducia, lavoro di squadra e obbiettivo comune, e che se mancano, potrebbero non aumentare la qualità dell’assistenza sanitaria."

Foto Società Pubblica Assistenza Cecina da Facebook